Biblioteca

Sulla spinta propulsiva del Sistema Bibliotecario Provinciale diretto da Guido Manzini, la Biblioteca Comunale di Villesse fu aperta al pubblico il 29 novembre del 1967.
Erede della Rete di Prestito che operò con successo contro l'analfabetismo, dal 1954 al 1964, il Sistema Bibliotecario Isontino sorse per la meritoria opera del Ministero della Pubblica Istruzione che, per tramite della Biblioteca Statale Isontina, favorì ed aiutò, tra il 1964 e il 1970, la nascita delle biblioteche pubbliche nei singoli comuni della provincia di Gorizia. Questo complesso di biblioteche era destinato ad incidere profondamente sul costume dei cittadini, divenendo centro di cultura vivo e moderno all'insegna dell'educazione dell'intera popolazione.
Così recita la delibera del Consiglio Comunale di Villesse del 13 aprile 1966:"Considerata la necessità assoluta di venire incontro alle richieste di molti cittadini, che lamentano la mancanza per tutti i gruppi della popolazione di un servizio bibliotecario che assicuri l'informazione, l'aggiornamento culturale e tecnico e la ricreazione attraverso la lettura […] il consiglio comunale unanime delibera di istituire la Biblioteca Comunale, allogandola per ora nell'edificio di cui in premessa […], nella fiduciosa speranza che gli enti interessati e soprattutto il Ministero della Pubblica Istruzione, apprezzando lo sforzo fatto da questa amministrazione possa incrementare la Biblioteca per un miglior servizio alla comunità […]".
Nell'anno successivo l'Amministrazione Comunale guidata dal sindaco Augusto Viola, si adoprò al fine di reperire il locale idoneo allo scopo e sistemarlo. Così nel novembre del 1967 si procedette all'apertura al pubblico della biblioteca.
I volumi di allora erano 430, tutti ricevuti in dono dal Ministero della Pubblica Istruzione.
A cura del Centro di Sistema (che istruiva il personale addetto alla gestione delle biblioteche dei singoli comuni), tutte le pubblicazioni donate dal Ministero e destinate a costituire i fondi delle singole biblioteche, venivano schedate, catalogate, classificate e successivamente sistemate nei locali prescelti dai comuni, man mano che si rendevano disponibili, ed in essi venivano messe in opera le scaffalature e le altre attrezzature ugualmente donate dal Ministero della Pubblica Istruzione.
Nonostante le precarie condizioni della stanza adibita a tale nobile scopo, all'inaugurazione della biblioteca nel mese di ottobre parteciparono circa un centinaio di persone tra autorità, amministratori e gente comune: un vero evento per un paese di tradizione prevalentemente agricola.
Da subito cominciarono i tesseramenti che per il primo anno raggiunsero le 94 unità: un vero successo anche per il bibliotecario, sig. Claudio Weffort, che resterà alla guida dell'istituzione comunale fino al 1995. Dai suoi racconti sono venuta a conoscenza del fatto che nei mesi invernali il riscaldamento del locale adibito a biblioteca era affidato ad una piccola stufa a cherosene che non bastava a contrastare con il suo calore gli spifferi dei serramenti in legno delle finestre. Per questo motivo il numero delle consultazioni in sede andava diminuendo, ma per fortuna aumentavano i prestiti a domicilio.
Con la costruzione nel 1973 della nuova sede municipale le cose cambiarono. Il nuovo locale della biblioteca, se pur di piccole dimensioni, era accogliente ed idoneo allo scopo prefissato. Con il passare del tempo anche l'Amministrazione Comunale si dimostrò più sensibile di fronte al problema della cultura; il patrimonio librario, infatti, venne incrementato e di conseguenza aumentarono i tesserati e i prestiti a domicilio.Nel 1995, però, ci si dovette preparare ad un nuovo trasloco, questa volta non per le precarie condizioni di stabilità della precedente ubicazione, ma per vere esigenze di spazio. Gli ulteriori nuovi locali messi a disposizione dall'Amministrazione Comunale si trovavano nella torre dell'appena restaurato Palazzo Ghersiach, una delle più belle e antiche costruzioni di Villesse, situata al centro del paese e circondato da un meraviglioso parco con alberi secolari, che avrebbero in futuro fatto da cornice a più di una manifestazione culturale e non solo.
Si decise di non avvalersi più, per l'acquisizione e la catalogazione dei materiali, dell'appoggio del Sistema Bibliotecario Isontino, che aveva già perso parte della sua forza operativa nel corso dei primi anni Ottanta quando 9 delle 14 biblioteche aderenti al Sistema si staccarono e diedero vita al Sistema Bibliotecario Monfalconese.
Nel mese di aprile del 1995 iniziò così un frenetico lavoro di spostamento di libri e scaffali a cui parteciparono sia gli addetti ai lavori (operai comunali ed amministratori) che la gente comune, che cominciava a sentire sua la nuova istituzione. Il tutto coordinato dalla nuova bibliotecaria, dott.ssa Giuliana Zuppel, che nel corso del mio tirocinio ho potuto apprezzare non solo come abile professionista, ma anche come preziosa amica.
Una volta sistemati i locali della nuova biblioteca incominciò la fase più difficile, a cui posso dire con orgoglio di aver partecipato, far conoscere la nuova istituzione alla popolazione, sia dal punto di vista strutturale che culturale: cosa non facile. C'è un problema, una critica di fondo, infatti, da affrontare. Alle soglie del nuovo millennio viene da chiedersi: che ruolo avranno le biblioteche pubbliche in futuro? Leggendo il numero 7/2000 di "Biblioteche Oggi" mi sono soffermata su un intervento di Alessandra Agnoli che descriveva la biblioteca pubblica ispirandosi a cinque criteri; essi mi sono sembrati adattissimi a descrivere anche la Biblioteca di Villesse.
Per primo la molteplicità: le biblioteche di oggi, infatti, devono rivolgersi ad un pubblico differenziato (non solo studenti ma anche bambini, pensionati e casalinghe) e offrire servizi di vario genere (non solo libri ma anche la consultazione tramite le nuove tecnologie di internet e cd-rom). L'ambizione della biblioteca in questione è quella di poter offrire qualcosa a tutti. L'esperienza tedesca della Biblioteca di Gütersloh, in Vestfalia (Germania), infatti, insegna: ritenere di pari dignità tutti i media e i diversi supporti aiuta a creare un'atmosfera rilassante e piacevole. Un ruolo determinante va quindi attribuito alla musica, ai pc, alle riviste anche se i libri non devono essere sottovalutati.
La molteplicità si accompagna obbligatoriamente alla flessibilità: la biblioteca non si può fossilizzarsi nel suo ambito per andare incontro ad una morte certa, ma deve cercare di stare al passo con i tempi. In un mondo sempre più frenetico quello che cerca la gente è un luogo fondamentalmente amichevole che risponda alle sue esigenze. Questo per il bibliotecario vuol dire lasciare da parte la gestione del patrimonio in senso stretto per dedicarsi maggiormente all'utenza.La terza parola che Alessandra Agnoli sottolinea è trasparenza, dove "trasparenza significa spazi aperti, visibilità e luce naturale". Tutto questo è collegato ancora una volta al rumoroso via vai a cui andiamo incontro ogni giorno. La biblioteca ideale sarebbe quella lontana dai rumori e dallo smog, per dimenticare i ritmi incalzanti della vita quotidiana.
La Biblioteca di Villesse, per sua fortuna, può offrire tutto questo, essendo inserita in un contesto verde comprensibilmente invidiabile e sfruttabile.La quarta parola proposta è convivialità, che significa "vedere la biblioteca come luogo di incontro tra persone e persone e non solo tra persone e cose (i libri) ".La Biblioteca di Villesse, infatti, cerca di soddisfare l'esigenza di comunicazione della gente, offrendo un luogo pubblico dove è possibile conversare, non necessariamente di libri.L'ultimo, ma non meno importante sostantivo, è intimità.
La biblioteca, infatti, nonostante sia aperta al pubblico ciarliero, non deve dimenticare di offrire un angolo silenzioso per lo studio, la consultazione di particolari fondi o semplicemente per ritrovare un attimo di pace leggendo un buon libro.


Mara Montanar incaricata del servizio dal 01/10/1999 al 28/02/2008

Fedra Starec incaricata del servizio dal 01/03/2008 al 31/03/2009

Società Cooperativa CODESS CULTURA di Venezia-Mestre (VE) dal 01/04/2009 al 31/03/2010

Consorzio Culturale del Monfalconese dal 01/04/2010 al 29/02/2012

Società Cooperativa Culture di Venezia-Mestre (VE) dal 01/03/2012 al 31/07/2018

LE MACCHINE CELIBI Società cooperativa di Bologna dal 01/08/2018 al 31/12/2020